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il corpus belloriano
Le Vite de' pittori scultori e architetti moderni
  

Annibale Carracci

  

testa. L'immagini descritte, oltre le cornici vere di stucco dorato,

  

vengono divisate da altri stucchi finti, che ricorrono ed adornano

  

tutta la volta della camera con Satiri, putti, fogliami e fregi, li quali

  

prendono il lume dalle fenestre dal sotto in su . Dipinsevi le fati-

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che d'Ercole in forma di medaglie, entro le volute de' fogliami

  

frapostavi l'impresa del Giglio Farnese; e ne' quattro angoli della

  

volta le quattro virtù, Giustizia, Prudenza, Temperanza, Fortezza.

  

Sopra ciascuna lunetta dove sono le favole, aggiunse ovati di gial-

  

lo con figurine simboleggianti la felicità e la fama proprio fine de'

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seguaci della virtù . Questi stucchi finti vengono celebrati per la

  

loro bellezza e così veduti dal sotto in su e vicini all'occhio sono

  

forniti con l'ultima diligenza, tale però che s'avanzano con un ri-

  

lievo trasfuso d'aria e di lume dolcissimo ; siché oltre al parer veri

  

fino all'inganno, superano ogni essempio di fogliami, come siamo

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soliti di chiamare tal sorte d'ornamenti. Le figure delle favole sono

  

alte intorno a quattro palmi, eccettuando le due maggiori di Er-

  

cole ne gli ovati in proporzione di sei palmi. Ma avanti di passare

  

più oltre dall'immagini di questa camera all'altre della Galeria,

  

dobbiamo avvertire che la loro forma richiede spettatore attento

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ed ingegnoso, il cui giudicio non risieda nella vista ma nell'intel-

  

letto. Questi al certo non resterà sodisfatto di comprendere in una

  

occhiata tutto quello che vede, anzi dimorerà nell'intendere la mu-

  

ta eloquenza de' colori, essendo la pittura di tal forza che non si

  

arresta ne gli occhi come in suoi confini, ma si diffonde nella

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mente alla contemplazione. Et al certo che fanno ingiuria alla bel-

  

lezza coloro che trascorrono l'opere de gli eccellentissimi artefici,

  

se vedendo qualche nobil pittura, basta loro di volger solamente

  

gli occhi intorno e riguardare li colori e l'oro, e come nelle pompe

  

giudicare della ricchezza e dello splendore dell'apparato . Onde il

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più delle volte accade che alcuni tirati dalla fama a visitare qual-

  

che opera illustre non restano sodisfatti e tosto si dipartono, senza

  

avvertire alcuna perfezzione di esse. Il che deriva, o dal fidarsi del-

  

la loro apprensione e di quella prima vista, e molto più dalla ruvi-

  

dezza del loro intelletto, che non è atto alle cose belle, ammirando

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le vulgari e quelle maniere che si sono proposte. Non altrimente

  

avviene ad essi di quello che incontrò ad un altro, il quale essendo

  

venuto a Roma per istudiare l'opere di Rafaelle, subito se n'andò

  

al palazzo Vaticano, ed entrato nelle loggie, le andava cercan-

  

do come se ne fosse stato lontano. Ma venendogli mostrate su nel-

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