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il corpus belloriano
Le Vite de' pittori scultori e architetti moderni
  

Annibale Carracci

  

sempre ne' suoi stati, dove si occultò, senza opere e senza emula-

  

zione. Nel duomo di Farnese dipinse a fresco li quindici Misteri

  

del Rosario in figure picciole, ed il quadro della Messa nella cap-

  

pella del Sagramento, col sacerdote in atto di alzare l'Ostia, ser-

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vito da diaconi e due angeli in aria che incensano; e si tiene che

  

Annibale vi lavorasse di sua mano, particolarmente una donna col

  

Bambino in adorazione. Nella Chiesa della Madonna fuori la terra

  

per la via di Castro, nelle lunette d'uno altare dipinse a fresco isto-

  

rie con la vita della Madonna; e vi erano già li quadri dell'Annun-

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ziata e della Presentazione al Tempio di sua mano. Nella terra di

  

Latere vi resta in una chiesa la figura di San Sebastiano a fresco

  

dipinta, e nell'isola del lago di Bolsena, nella Chiesa maggiore, tre

  

quadri ad olio, San Giacomo Apostolo, Santo Eustachio e 'l qua-

  

dro del Crocifisso con due angeli che piangono, e vi è San Fran-

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cesco e Santo Antonio da Padova a' piedi la Croce; se bene è in

  

dubbio se questi tre sieno di Antonio Maria, o non più tosto di An-

  

nibale, che pare vi abbia lavorato. Riferirò in questo luogo quello

  

che mi viene scritto dall'Albano nelle notizie mandatemi di Anni-

  

bale: Citazione: Albani, Francesco"Il suo cugino Ludovico, come quello che dimorò del con-

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tinuo in Bologna, fece un'infinità di opere, le quali vado mettendo

  

insieme, contuttociò a computare le molte opere che fece Annibale

  

per il cardinale Odoardo Farnese, mi rendo sicuro se bene morì di

  

anni 49 e Ludovico sopravisse vicino a 20 anni, che fussero al-

  

trettante quante quelle del suo cugino. Perché oltre l'opere del

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palazzo Farnese, cioè la Galeria e camerini, con la cappella ov'è il

  

Cristo e la Cananea, operò molte tavole, le quali andarono fuori

  

di Roma negli stati di quell'Altezza Serenissima". Onde resta in

  

dubbio se alcuni di questi quadri ad olio siano di Anton Maria, o

  

non più tosto di Annibale medesimo: di che potranno far giudizio

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gl'intelligenti che li vedranno. Così in altri luoghi intorno alli de-

  

scritti vi erano opere dell'istesso Antonio Maria oggi consumate e

  

trasportate altrove. Morì egli in Farnese, dove si era accasato con

  

famiglia.

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