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il corpus belloriano
Le Vite de' pittori scultori e architetti moderni
  

Domenico Zampieri

  

cipio tratto dal suo originale, benché inserto e commutato da altri

  

sotto oscuro nome: Citazione: Agucchi, Giovan Battista "Appresso li Greci furono prima due le sor-

  

ti della pittura, l'ellanica, overo greca, e l'asiatica. Da poi la greca

  

si divise in due sorti, attica e sicionia, per l'autorità di Eupompo

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che fu sicionio, e crebbero tre sorti di pittura, attica, sicionia ed

  

asiatica. Li Romani imitarono i Greci, ma ebbero anch'essi la loro

  

maniera, e perciò quattro furono le maniere de gli antichi.

  

A' tempi moderni, dopo essere stata la pittura per molti secoli

  

sepolta, ha avuto mestieri quasi di rinascere, e nemeno sarebbe

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così presto rinata a perfezzione se gli artefici moderni non avessero

  

avuto avanti gli occhi il lume delle statue antiche conservate sino

  

a' tempi nostri, dalle quali, come anche dall'opere di architettura,

  

hanno potuto apprendere quella finezza di disegno che tanto ha

  

aperto la strada alla perfezzione. E quantunque si abbia da recare

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molta lode a tutti coloro che cominciarono a trar fuori questa pro-

  

fessione dalle tenebre oscurissime de' barbari tempi, e rendendo

  

a lei la vita e lo spirito l'hanno portata a chiarissima luce, e si po-

  

trebbono nominare molti eccellenti maestri italiani e di altre na-

  

zioni che ingegnosamente e con valore hanno operato, con tutto

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ciò essendo già state toccate da altri simili particolarità, con aver

  

anche descritto le loro vite, ci ristringeremo a quei soli soggetti

  

che per commun consentimento de gli intendenti sono stati ripu-

  

tati maestri di prima classe e capi della scuola loro particolare. E

  

per dividere la pittura de' tempi nostri in quella guisa che fecero

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li sopranominati antichi, si può affermare che la scuola romana,

  

della quale sono stati li primi Rafaelle e Michel Angelo, ha segui-

  

tato la bellezza delle statue e si è avvicinata all'artificio de gli an-

  

tichi. Ma li pittori veneziani e della Marca Trivigiana, il cui capo è

  

Tiziano, hanno più tosto imitato la bellezza della natura che si ha

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avanti gli occhi. Antonio da Correggio, il primo de' lombardi, è

  

stato imitatore della natura quasi maggiore, perché l'ha seguitata

  

in un modo tenero, facile ed ugualmente nobile, e si è fatta la sua

  

maniera da per sé. Li toscani sono stati autori di una maniera di-

  

versa dalle già dette, perché ha del minuto alquanto e del diligente,

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