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il corpus belloriano
Descrizzione delle immagini dipinte da Rafaelle d'Urbino nelle camere del Palazzo Apostolico Vaticano
  

Cost.Vittoria su Massenzio.

  

esce appena con la testa dall'acqua, e'l Cavaliero traendo fuori la

  

spalla, con una mano imbraccia la targa sopra il capo per ripararsi

  

dalle percosse, e distende l'altra, abbandonata la briglia. Più sopra

  

si accresce il confuso tumulto, vedendosi un soldato armato di squam-

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me il dosso, il quale per trovare scampo, entrato in una barca, vien

  

ributtato fuori, e percosso da due altri, che di dentro lo discacciano,

  

ed intanto ch'egli respinge uno di loro, e si ripara dal colpo della

  

spada, viene abbracciato dietro da un altro mezzo sommerso nel fiu-

  

me, il quale si attacca alle sue spalle, e seco in giù lo tira tanto, che

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l'infelice si rattiene appena con la piegatura della gambe su l'orlo del

  

legno, ed in tal modo viene agitato da due sventure o di perire per-

  

cosso dal ferro, o vero assorbito dall'onde. Più sopra nell'istesso peri-

  

glio vengono agitati altri in una barca vacillante, e questi si difen-

  

dono da alcuni Arcieri, che dalla ripa contro di loro scoccano saette,

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ed in tanto che si riparano con gli scudi, non ben reggendo il picciol

  

legno al moto, ed al peso, si solleva, e si affonda. Lungi appari-

  

scono tre archi del Ponte Milvio, e vi scorrono sopra le vincitrici

  

schiere a piedi, ed a cavallo, vibrando spade, ed aste. La veduta

  

si distende in lontananza tra i colli del Gianicolo, oggi detti di Monte Mario.

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Colorì Giulio sì grand'opera con tanta felicità del genio, e sa-

  

per suo sublime, che la condusse più tosto come sua propria, che di-

  

pendente dall'ingegno, ed invenzione altrui, attribuendosi communemente

  

i primi schizzi, e disegni a Rafaelle, compiti da esso

  

doppo la morte del Maestro. Contuttociò il Vasari, al quale solo

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possiamo ricorrere, ne parla con incertezza, e con vario racconto

  

dell'uno, e dell'altro, ora lodando gli studii, e l'erudizione di Giu-

  

lio nella forma dell'opera, ed ora facendolo dipendente da gli schiz-

  

zi, ed invenzioni di Rafaelle. Così scrisse nella vita di esso Giulio:

  

Citazione: Vasari, GiorgioSi portò di maniera Giulio in quest'opera, che per sì fatta sorte di

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battaglie ella è stata gran luce a chi ha fatto cose simili dopo di lui,

  

il quale imparò tanto dalle colonne antiche di Traiano, e di Antoni-

  

no, che sono in Roma, che se ne valse molto ne gli abiti de' soldati,

  

nell'armature, insegne, steccati, arieti, ed in tutte l'altre cose di

  

guerra, che sono dipinte in quella sala; E nella vita del Fattore Gio. Francesco

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Penni così parla: Citazione: Vasari, Giorgio Venne a morte Rafaelle; Giulio Romano,

  

e Gio. Francesco suoi discepoli finirono in compagnia l'opere, che

  

di Rafaelle erano rimaste imperfette, e particolarmente quelle, ch'

  

egli aveva cominciato nella vigna del Papa, e similmente nella sala

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