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il corpus belloriano
Descrizzione delle immagini dipinte da Rafaelle d'Urbino nelle camere del Palazzo Apostolico Vaticano
  

III Camera. L'incendio di Borgo

  

sollevando le mani, ed aprendole ancora alle preghiere; ed an-

  

corché picciole siano le figure, hanno il senso, e lo spirito uguale al-

  

le prime. La gloria si avanza alquanto più della Basilica sopra un

  

canto del Palazzo, aperta in un arco retto da colonne, ove il Ponte-

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fice accompagnato dal Clero benedice.

  

Tale è l'azzione dell'incendio agitata da varii compassionevoli

  

avvenimenti appropriati al soggetto, essendosi esercitato l'ingegno

  

del Pittore in tutte le passioni del corpo, e dell'anima. Ma per so-

  

disfar meglio a chi si compiace erudirsi nella Pittura, aggiungiamo

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li sentimenti di Francesco Albani di suprema autorità in quest'arte,

  

cavati da una delle sue lettere scritteci: Citazione: Albani, Francesco Io scriverò (dic'egli) Citazione: Albani, Francesco nel se-

  

guente ordinario succintamente del fatto mio, e del fine che io mi pro-

  

posi di rappresentare in pittura. Così ho fatto, e sono per fare, se

  

Dio mi darà vita. Di quello, che io feci, fu cagione l'aver visto

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tutte l'opere in Vaticano di mano del gran Rafaelle da Urbino, e

  

particolarmente l'incendio di Borgo, spettacolo spaventoso, e tutto

  

pieno di concetti, espressi con tanta chiarezza, che muovono a com-

  

passione. Dirò solamente d'uno ammirabile, e compassionevole in

  

vedere quella donna, che per suo scampo appena ha potuto salvare

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quelle due Creature, e quei panni, in atto di dolore di aver lascia-

  

to l'altre sostanze in preda alle fiamme, quella cuffia di uno de'

  

suoi putti significa che erano in letto agiati nelle piume, e che l'aere

  

freddo lo fa andar ristretto: O gran Rafaelle! E per denota-

  

re espressamente il grande incendio, ha voluto che lo sventolare de'

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capelli di quella donna, secondo che camina avanti, vadano sven-

  

tolando all'innanzi, e non come leggieri restino sventolando dietro

  

di lei, che questo succede, se bene non spira il vento. Ma gl'in-

  

cendii non possono mai esser grandi, se non vi soffia il vento. Simil-

  

mente quella bellissima giovane, che aiuta, alzando il vaso dell'ac-

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qua, anco ad essa il vento soffia nel sottile zendado, e fa compari-

  

re la bellezza della sua persona. Taccio etc..

  

Quindi apparisce quanto a torto il Vasari con l'usata sua inten-

  

sissima passione di favorire Michel Angelo si sia lasciato traspor-

  

tare a biasimare Rafaelle in questa compitissima istoria, condan-

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nando il disegno degl'ignudi, de' quali è più copiosa; in modo

  

che volendo emulare la gran maniera del Buonaroti, venisse a de-

  

clinare dalla sua buona di prima, e dalla fama: Citazione: Vasari, Giorgio E se Rafaelle si fos-

  

se in questa sua detta maniera fermato, né avesse cercato d'ingran-

  

dirla, e variarla, per mostrare ch'egli intendeva gl'ignudi non me-

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