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il corpus belloriano
Descrizzione delle immagini dipinte da Rafaelle d'Urbino nelle camere del Palazzo Apostolico Vaticano
  

Segnatura. Il monte Parnaso

  

prendere gli augurii. Segue Sant' Agostino rivolto al fanciullo con la

  

tazza, che addita votare il mare, alludendo al misterio della Santissima

  

Trinità. Appresso vedesi la Sibilla, che mostra ad Ottaviano la

  

Vergine in aria col Bambino. Nel fine di queste tre istorie siede una

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Donna, la quale col volto elevato addita il Cielo con testa Angelica

  

nell'armatura del petto, che è la contemplazione delle cose Celesti.

  

Sotto la scuola di Atene siede insieme un'altra Donna appoggiata in

  

cubito, la quale riguarda a terra, e tiene sotto il piede il globo Terre-

  

stre con libri a piedi, che è la contemplazione del Mondo elemen-

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tare. Dopo questa vi è la disputa de' Filosofi col globo del Mondo in

  

mezzo di loro, additando, e disputando sopra le cause, e gli effetti

  

naturali. Succede la presa di Siracusa depredata dall'armata Roma-

  

na, et appresso Archimede assalito, e morto da un soldato, mentre

  

forma le figure Matematiche in terra con le Seste in mano. A i lati

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della fenestra, che riguarda verso il cortile di Belvedere, sotto il Mon-

  

te Parnaso sono dipinti due bellissimi chiari oscuri, cioè l'istoria de' li-

  

bri Sibillini ritrovati nell'arca del sepolcro di Numa Pompilio, e l'in-

  

cendio di essi libri nel Comizio. Sotto la volticella della finestra di

  

questa Camera, che riguarda verso Belvedere, segue la seguente iscriz-

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zione. Citazione: Iscrizioni latine Julius II. Ligur. Pont. Max. Ann. Chr. MDXI. Pontificat. sui VIII .

  

Segnatura. Significato allegorico delle immagini

  

Conclusione, ed Allegoria delle quattro Imagini.

  

Terminate l'imagini, ci resta a riconoscere come tutte insieme

  

dipendono da un solo principio, e da un solo argomento, qual-

  

mente si disse avanti. Il che sarà manifesto, se ci solleviamo coll'intel-

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letto, considerando che la Teologia, la Filosofia, la Giurisprudenza,

  

o vero la Giustizia con la Poesia sono quattro parti principali della

  

Sapienza, da cui dipende la norma della virtù, e l'umana felicità nella

  

vita attiva, e contemplativa. L'huomo dunque come di mente par-

  

tecipe ricorre alla divina mente, quasi rivo o fonte, guidato dalla Teo-

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logia; dopo, come dotato di ragione, riflette in se stesso, e discorre le

  

ragioni delle cose con l'uso della Filosofia, e come quegli, che si serve

  

del corpo, e vive in compagnia, ha bisogno della Giustizia, rispetto a

  

gl'altri, e se medesimo. Tali sono le parti umane, secondo li nostri

  

santi insegnamenti, e secondo che dottamente intese Platone, espresse

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da Rafaelle in queste imagini. Si aggiunge la Poesia, da cui l'altre eb-

  

bero principio, come approvano gl'inni, e gli ammaestramenti de'

  

Poeti, li quali eccitando gli affetti con l'armonia alla contemplazione

  

di Dio, e della natura, e celebrando li fatti degli Eroi, insegnano insie-

  

me la vita attiva, e la bellezza della Giustizia, nella quale consiste qui

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