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il corpus belloriano
Gli honori della pittura et della scoltura
  

Gli onori della pittura e scultura. Discorso.

  

certami; ove fra le contese de' Rettori, de' Poeti, e de' Filosofi, an-

  

che i nobili Pittori riportarono premi immortali de' loro studii, e si

  

adornarono le chiome di pregiate frondi con Istorie, e Delfiche co-

  

rone. All'ora Timagora Pittore insieme, e Poeta avendo vinto Pan-

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ca fratello di Fidia nell'emulazione dell'opere loro, fu udito in Delfo

  

cantar gl'inni, e le lodi della sua vittoria. Fu visto all'ora Zeusi in

  

Olimpia glorioso per le tavole da sé dipinte portar' il proprio nome

  

scritto a lettere di oro nel mantello, perché ciascuno mirasse, e rico-

  

noscesse con la vista quell'huomo tanto celebrato per fama. Fu visto

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Parrhasio adorno di porpora con la corona di oro in capo, e di aurei

  

fregi riccamente risplendente, come principe della Pittura da sé per-

  

fezzionata, ed inalzata: ond'egli soleva sottoscrivere il proprio no-

  

me alle sue opere con ornatissimi titoli:

  

Citazione: Ateneo, in latinoSplendidus haec pinxit virtutis cultor, et idem

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Clara Parrhasius ex Epheso patria.

  

Grandissimo, e sin da gli antichissimi tempi fu l'onore de' Pit-

  

tori, e de' Scultori nell'eternare il proprio nome con le Pitture, e con

  

le statue, con le quali essi vivevano alla celebrazione di quelli, che

  

concorrevano ad ammirarle. Così nello scudo della statua d'Idome-

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neo Eroe leggevansi le lodi dello Scultore Onata:

  

Citazione: Iscrizioni latinePraestans laude operum multorum fecit Onatas,

  

Cui patria Aegine, cuique Micon genitor.

  

Né altro volle quel Fabio nobilissimo Cittadino Romano, che

  

inserire il proprio nome nel tempio della Dea Salute da sé dipinto,

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riputando questo ornamento al pari de' Consolati, de' Sacerdozii, e

  

de' trionfi de' suoi maggiori, con aggiungere il titolo, e cognome di

  

Pittore al suo nobilissimo Casato. Ma tralasciando gli altri elogii,

  

che con la memoria del nome onorarono i nostri Artefici, e l'opere

  

loro, sublime in vero, e sopra qualunque altra laude mortale a quel-

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la di Fidia, per bocca dell'istesso Giove , che nella sua statua in Olim-

  

pia pareva vantarsi del nome dello Scultore, leggendosi a pie' di

  

quella:

  

Citazione: Iscrizioni latineMe fecit Phidias Atheniensis Charmidis filius

  

Non minor gloria dell'istesso Fidia fu l'aver scolpito il proprio

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ritratto nello scudo di quella famosa Pallade, che era dedicata nella

  

Rocca di Atene, ed in quella memorata battaglia delle Amazzoni.

  

L'istesso pregio conseguirono Baticle, Evanta, Chirosofo, ed altri,

  

che accompagnorono le loro imagini con quelle de gli Dei, e de gli

  

Eroi. Maggior pregio, anzi divino fu quello di Sillanione, e di Par-

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