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il corpus belloriano
L'Historia Augusta da Giulio Cesare a Costantino il Magno, illustrata con le verità dell'antiche medaglie da Francesco Angeloni
  

Cesare Augusto

  

Citazione: Angeloni, Francescogli alloggiamenti, si ricovrò alle genti di Antonio; ma non abbattuto, quanto al vigore

  

dell'animo, raccolte le forze, si espose alla seconda giornata, e vinse, e distrusse gl'inimici,

  

e inviò a Roma la testa di Bruto, perché fosse confitta sotto la statua di Giulio, essendosi

  

ucciso Cassio da se stesso. Havuta simil vittoria, e restato Antonio nell'Oriente, si trasferì

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Ottavio Cesare a Roma; donde spinse Lepido in Africa. Ma sollevato in quel tanto, per

  

instigatione di Fulvia moglie di Antonio, il Consolo Lucio Antonio di lui fratello, che

  

confidato nel proprio potere, e nella grandezza di quello, pensava al fare delle novità rin-

  

chiusosi in Perugia, e da Cesare assediato, questi lo hebbe in mano, e prevalendo in esso la

  

misericordia, gli concedette il perdono. Si trova la effigie di Lucio Antonio in medaglia

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di argento: ond'io come cosa rara, l'ho qui riposta: essa si sta però nel rovescio d'una, che

  

1. ve n'è di Marcantonio, la quale s'introdurrà a suo luogo, e con lettere:Citazione: Iscrizioni monete latino L. ANTONIUS

  

COS. Citazione: Angeloni, Francesco.

  

La fama di così fatta vittoria conseguita da Ottavio, condusse le Città d'Italia, alcune

  

per volontà, et altre per forza, ad accostarsi a lui; quantunque de gli huomini, molti ad

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Antonio, et altri a Sesto si ricoverassero, fra' quali Tiberio Claudio Nerone, e la Donna sua

  

Livia Drusilla, che fu poi moglie di Cesare istesso, e'l figliuolo di lei Tiberio, che gli suc-

  

cedette nel Principato. Vollero i Romani mostrare di sentir contento del seguito, fin col

  

portar Ottavio Cesare in habito Trionfale entro Roma, e con l'honorarlo d'una corona di

  

2. Lauro, secondo lo rappresenta la medaglia con sua effigie, e lettere: Citazione: Iscrizioni monete latino CAESAR DIVI F. Citazione: Angeloni, Francesco e che

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3. nel rovescio vi ha la già detta Corona con iscrittione: Citazione: Iscrizioni monete latino DIVOS IULIUS Citazione: Angeloni, Francesco. La qual corona,

  

quantunque propria de' Trionfanti, poté nondimeno esservi posta come per segnale del De-

  

creto, che secondo riferisce Dione, fece il Senato: che il Lauro stesse dinanzi la Corte Re-

  

gale di Cesare; e che la Corona di Quercia pendesse sopra il capo di lui: l'uno come a vin-

  

citore di nemici, e l'altra come a conservatore di Cittadini.

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Ma Antonio, che, per false querele della moglie Fulvia contra di Cesare, fu astretto di

  

passare conducendo Navi in Italia per fargli guerra, trovato, che non haveva data cagione

  

alcuna alla rottura seguita con essa, e con Lucio Antonio, si pacificò e divise con lui l'Im-

  

perio; e tornato al governo, udì che volutasi trasferire Fulvia nell'Asia per trovarlo, si era

  

morta in Sicione; laonde Cesare per più stabilirsi con Antonio, gli congiunse la sorella Ot-

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tavia per moglie. Voltò poi l'animo a distrugger Sesto Pompeo, che essendo prima Capi-

  

tano di Nave, deposto da simil carico, non volle abbandonare l'Armata: ma trasferitosi, con

  

quella, di Spagna in Italia, si stava d'intorno l'Isole temporeggiando, con isperanza che

  

non havendo havuta nella morte di Caio Giulio alcuna parte, dovesse Cesare restituirlo

  

alla Patria. Inteso poi che era posto fra'proscritti, datosi a fabricar Galere, et a raccoglier

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coloro nell'istesso infortunio caduti, o per altre ragioni discacciati, e fattosi per tal via po-

  

tente, presso Messina e Siragusa, con altre Città, e impadronitosi del Mare d'Italia, con

  

forte Armata, sotto Mena e Menecrate corsali, a'Capitani di Cesare et a lui medesimo

  

recò gran travagli, e diede rotte grandissime: intantoche Cesare hebbe tal fiata per molto

  

accettò il riconciliarlosi. Al qual fine contuttoche a due mariti, amendue Consoli, fosse

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stata congiunta Scribonia di Lucio Scribonio suocero di Sesto, e che dell'uno tenesse figliuo-

  

li, si maritò nondimeno con essa, e n'hebbe Giulia; e condottosi, col mezo di Antonio, a

  

parlamentare presso Miseno con Sesto, accordato ch'egli si godesse la Sicilia, e la Sarde-

  

gna, e che serbando sicuro il mare da Corsali, mandasse a Roma certa quantità di grano,

  

convitaronsi insieme, e'l primo fu Sesto a ricever gli altri nella sua Capitana, dicendo ad

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Antonio di volerlo condurre nelle Carine, cioè nel fondo di Galera: ma vi hebbe per fine

  

il motteggiarlo, ch'egli la casa di lui paterna si havesse in Roma occupata, che posta era in

  

luogo detto le Carine. Mentre dunque si faceva, con allegrezza, il convito, accostatoglisi

  

all'orecchio Mena Corsale, con sommessa voce: Vuoi tu, o Sesto, gli disse, ch'io tagli l'an-

  

core, e non della Sicilia, e della Sardegna solamente, ma dell'Imperio Romano ti faccia

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Signore? rispose Sesto: bisognava, o Mena, che senza dirlo, tu fatto l'havessi: contentia-

  

moci però di quello, che passa; percioché né il giuramento, né la fede mia romperei giamai.

  

Stabilito pertanto il tutto, convenne indi a non molto a Cesare, per la mala qualità de' co-

  

stumi di Scribonia, il ripudiarla; e compiacciutosi di Livia Drusilla moglie di Tiberio Clau-

  

dio Nerone tornato di fresco in Roma con Antonio, benché di già madre di Tiberio, e

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