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il corpus belloriano
L'Historia Augusta da Giulio Cesare a Costantino il Magno, illustrata con le verità dell'antiche medaglie da Francesco Angeloni
  

Galba

  

glia con l'altre più insigni del Card. Camillo Massimi, hoggi accresce il pregio al Collocazione, Tesoro di Cristina di Svezia tesoro della Mae-

  

stà dell Regina Christina.

  

16. L'ultimo rovescio, con la Pace, che abbrucia le spoglie restituito da Tito, è di una medaglia

  

mezzana rarissima, che si conserva nel medesimo Collocazione, Tesoro di Cristina di Svezia Tesoro di sua Maestà.

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3. Pare, che la Vittoria porti più tosto il Simolacro di Roma, che di Pallade.

  

5. La Virtù non calca la Testuggine, ma un Elmo, come si riconosce ancora in altro rovescio simi-

  

le di Vitellio. L'Honore non ha celata, né altro sotto il piede.

  

9. Citazione: Iscrizioni monete latino XXXX REMISSA: Quadragesima Remissa. Il nostro Autore seguitò l'interpretatione del Cuia-

  

cio, et del Pancirolo, li quali vogliono, che s'intenda la gravezza della Quarantesima imposta da

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Caligola sopra la somma delle liti, rimessa da Galba. Meglio il Casaubono nel suo Commento

  

sopra Svetonio, riferisce questo Rovescio alla gabella abolita da Galba, la quale si pagava sopra

  

le mercantie, con nome di Portoria, esatta ne' Porti, e ne gli altri luoghi di passo. Questa ancorchè

  

prima tolta da Nerone, fu di nuovo estinta da Galba, come si cava dalla presente medaglia. Ta-

  

cito ne gli Annali parlando di Nerone, che pensava in un tratto abolire tutte le gabelle, dopo haver

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fatto mentione de' Portorii, soggiunge: Citazione: Tacito, Publio Cornelio Manet tamen abolitio Quadragesimae, Quinquagesimaeque,

  

et quae alia exactionibus illicitis nomina Publicani invenerunt; segno certo che essendo durata

  

breve tempo l'estintione di questa gabella fatta da Nerone, fu di nuovo estinta da Galba: sopra di

  

che si legga il discorso del Sig. Ezechiele Spanhemio, che nelle sue Dissertationi ha raccolto quanto

  

di più raro illustra lo studio delle Medaglie.

  

Ottone

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OTONE.

  

Citazione: Angeloni, FrancescoOtone figliuolo di Lucio Salvio Otone, e di Albia Terentia, trasse sua origine

  

da Ferentino di Campagna. Col favore di Aulica Libertina, s'introdusse alla fa-

  

migliarità di Nerone, dal quale per la conformità de' costumi, fu tanto amato,

  

che fidatogli Poppea, fin che sbrigatosi da Ottavia, potesse con più libertà tener-

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la per sua, usando Otone della confidenza, che haveva con l'Imperadore, non pur la godè,

  

ma la si prese per moglie; né altro risentimento n'hebbe, che di esser spedito da Nerone in

  

Lusitania per Legato. Accostòssi Otone alla parte di Galba, all'hora, che fu assunto all'Im-

  

perio; et in Roma, con promesse, e con doni, si rese amici gli eserciti. Ma cessatagli la spe-

  

ranza d'essere adottato da lui, operò, ch'egli fosse ucciso da' suoi parteggiani; e col favore

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de' Soldati, per simil via indiretta, ottenne il Principato. Ma tale fu il credito, che si hebbe

  

in lui, che da ciascuno, quasi a forza, fu condotto a simil grandezza. La onde decretò il Se-

  

nato la 1. medaglia d'argento; nella quale, oltre la sua effigie con lettere: Citazione: Iscrizioni monete latino IMP. M. OTHO CAE-

  

SAR AUG. TR. P. Lm si vede nel rovescio la Dea Pace in piedi, che un ramoscello d'Olivo porge

  

2. con la destra, e vi si legge: Citazione: Iscrizioni monete latino PAX ORBIS TERRARUM Citazione: Angeloni, Francesco. La qual medaglia fors'anche fu stampata,

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quando sedò in Roma, con piacevole oratione il pericoloso tumulto suscitato di notte da

  

certi ubriachi, per cagion d'haver vedute trasportate, in quel tempo oscuro, di molte armi, e

  

per lo quale tutto il Senato si spaventò fuor di misura: ma con la prudenza di Otone acche-

  

tato il rumore, ne conseguì gran lode, e per avventura fu decretata la detta medaglia: po-

  

tendosi dire, che dalla Pace nella Republica, poteva sperarsi ancora quella universale del

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Mondo, e che la terminatione di così impetuoso tumulto, fosse come inditio di Pace nel re-

  

sto della Terra.

  

Ma ripigliando il concetto, che si hebbe della ottima riuscita di simil Principe, e che po-

  

tesse attendersi una sicurezza universale sotto il suo Imperio; si vede l'altra medaglia d'ar-

  

gento, entro la quale, dall'opposto lato della testa di Otone con lettere descritte, è impressa

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3. la Dea Securità, anch'essa in piedi, che sotiene una corona di felce con la destra, mentre

  

mostra con l'altra un'hasta, o scettro, e vi si legge: Citazione: Iscrizioni monete latino SECURITAS P. R. Citazione: Angeloni, Francesco cioè: Populi Romani. Citazione: Angeloni, Francesco Se-

  

curità è la fermezza, che ha l'huomo nello stato suo, e dal quale non teme di esser rimosso.

  

Questa si attribuisce, nel sudetto rovescio, al Popolo Romano, facendolesi l'hasta, o scettro

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