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il corpus belloriano
L'Historia Augusta da Giulio Cesare a Costantino il Magno, illustrata con le verità dell'antiche medaglie da Francesco Angeloni
  

Marco Giulio Filippo

  

Citazione: Angeloni, FrancescoMARCO GIULIO FILIPPO.

  

Nacque M. Giulio Filippo in Vosta Città d'Arabia di parenti oscuri: ma non fu già

  

esso di oscura fortuna; percioché applicato fin da fanciullo al mestiere dell'armi, di

  

grado in grado al Capitanato, et indi doppo la morte di Misiteo, per propria frode,

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pervenne ad esser Prefetto del Pretorio, e Generale dell'esercito in Persia sotto

  

Gordiano; dal quale a guisa di padre, fu honorato. Ma non contenta l'ambitione, e la super-

  

bia di Filippo dello stato, in cui l'haveva posto la fortuna, non havendo il desiderio dell'im-

  

perare alcun freno, e se vi è, manca ordianariamente, chi lo regga, si diede con sinistre arti

  

ad ispirare all'Imperio; perché quantunque Gordiano fosse ottimo Principe, et amato dal Se-

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nato, dal Popolo, dall'esercito, e temuto, e stimato da' maggiori potentati del Mondo; egli

  

non di meno, co'l far di segreto affondar le Navi; che per providenza del Principe reca-

  

vano in Persia le vettovaglie all'esercito, fatto publicare, che ciò fosse incontrato per negli-

  

genza dell'Imperadore, e per esser egli un fanciullo, e male atto al governo, tanto si ado-

  

però con questo, e con altre sue malvagie intentioni, che si fece eleggere dall'esercito per

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compagno nell'Imperio a Gordiano: ma né qui terminata la soverchia sua ingordigia del do-

  

minare, non piegato dalla giustitia, o intenerito dalla pietà, disunì poco appresso in guisa gli

  

animi de' Soldati da Gordiano, che lo ridusse a stato di chiedergli in gratia che si contentasse

  

di lasciarlo per uno de' suoi Capitani nell'esercito: al che non acconsentendo l'animo pravo, et

  

ingrato di Filippo, che accanto l'altre ferità, conteneva l'invidia delle generose attioni del

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giovane Imperadore, non volle acconsentire, e fecelo da' Soldati ammazzare; essendosi

  

ad un tratto veduto, che la cieca, et instabile Fortuna non si curò d'opprimere un Principe

  

buono per esaltare un tristo. Co'l mezo di cotali tradimenti, giunse per tanto questo scele-

  

rato all'imperio; e dato conto a Roma, che Gordiano era mancato di malattia, e che l'eser-

  

cito haveva eletto lui per successore, ne chiese dal Senato la confermatione, e l'ottenne.

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Se ne vede la 1. medaglia con testa laureata, e lettere: Citazione: Iscrizioni monete latino IMP. M. IULIUS PHILIPPUS AUG. Citazione: Angeloni, Francesco con quat-

  

tro Insegne Legionarie, co' loro ornamenti, et un tal 2. titolo: Citazione: Iscrizioni monete latino FIDES EXERCITUS; Citazione: Angeloni, Francesco e forse si

  

pretese, non sapendosi ancora il netto del tradimento usato a Gordiano, che la fede dell'eser-

  

cito fosse stata sincera, e schietta verso il Senato, co'l portare all'Imperio persona stimata

  

da esso, degna di tanto grado.

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Cotal segnale della fede serbata dall'esercito a Filippo che si stimò favorevole al publico,

  

non pare, che havesse altro per fine, che l'estintione del misero Gordiano; peroché havu-

  

ta appena la sicurezza d'essere stato confermato in Roma Imperadore non ostante, che

  

l'armi Romane fossero vincitrici nella Persia, elesse nondimeno di fermar la pace, e di la-

  

sciar la Mesopotamia, e l'Assiria in potere de gli avversari per tornarsene, come fece, a Roma,

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nel qual viaggio dichiarò il figliuolo Filippo suo compagno nell'Imperio. Non fu udito vo-

  

lentieri né quello, che era succeduto di Gordiano, quando se ne seppe il vero; né che Fi-

  

lippo havesse lasciate così vilmente quelle Provincie nelle mani de' Nimici, e però nell'ar-

  

rivo di lui in Roma, non vi fu meno ricevuto con molta allegrezza: ma non restò tuttavia

  

il Senato di decretare gli honori soliti, e quello specialmente delle medaglie; l'una delle

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quali con testa laureata, e lettere dimostra nel rovescio l'Imperadore istesso a Cavallo,

  

che sollevando la destra, sostiene con l'altra un'hasta, e vi sta scritto: Citazione: Iscrizioni monete latino ADVENTUS AUGG. S. C.. Citazione: Angeloni, Francesco

  

Giunti li Filippi in Roma, ben tosto compresero il disgusto, che vi si teneva per la per-

  

dita delle suddette Provincie; la onde, per far acquisto de gli animi del popolo, usarono

  

verso di quello gran liberalità con notabili donativi; Monete e medaglie, Medaglia di Marco Giulio Filippo il segnale de' quali si dimostra in me-

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daglia con testa, e lettere già dette, e co'l simulacro della Liberalità descritto in Pertinace,

  

essendovi notato: Citazione: Iscrizioni monete latino LIBERALITAS AUGG. S. C.. Citazione: Angeloni, Francesco Si mosse di nuovo Filippo contra i Persiani, dal cui

  

valore Sapore impaurito senza contrasto gli restituì l'Assiria, e la Mesopotamia. Havendo sta-

  

bilita una pace molto più honorata di prima: si può credere gli fosse decretata la Monete e medaglie, Medaglia di Marco Giulio Filippo medaglia

  

con testa cinta di corona radiata, e lettere descritte, e nel rovescio la Pace stringe con la si-

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nistra l'hasta, e solleva con la destra il ramoscello d'Olivo con lettere Citazione: Iscrizioni monete latino PAX AETERNA S. C.. Citazione: Angeloni, Francesco Simi-

  

le si è veduta in Massimino.

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