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il corpus belloriano
L'Historia Augusta da Giulio Cesare a Costantino il Magno, illustrata con le verità dell'antiche medaglie da Francesco Angeloni
  

Plautilla Augusta

  

Citazione: Angeloni, Francesco

  

5. ALTRO Monete e medaglie, Medaglia di Caracalla in Carpegna Rovescio simile col Trionfo di Caracalla stampato da Perintii, si vede impresso fra

  

i medaglioni scelti dell'Eminentiss. Sig. Cardinale Gasparo Carpegna.

  

6. 8. 9. Citazione: Iscrizioni monete latino ADVENTUI AUGUSTI, l'Imperadore a cavallo. Questa Medaglia con le due seguenti:

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Citazione: Iscrizioni monete latinoFIDES EXERCITUS PAX AUGUSTI; non appartengono a Caracalla, ma ad Elagabalo.

  

15. La Medaglia col Vincitore nella Quadriga è contornata. Altra del tutto simile si è veduta

  

sopra in Traiano col nome di quel famoso Atleta Citazione: Iscrizioni monete latino FILINUS .

  

19. Caracalla non celebrò altro trionfo, che quello de'Parti, Arabi, et Adiabeni permessogli dal

  

Padre, come si è veduto sopra nella medaglia di Mitilene. Questo trionfo è notato nella Tribu-

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nitia Potestà XVI dopo la morte del Padre, vedendosi Caracalla nella Quadriga coronato dalla

  

Vittoria, non perché egli veramente trionfasse, ma perché all'avviso delle sue vittorie d'Oriente,

  

il Senato gli decretasse il trionfo, e stampasse la medaglia, come altre volte avveniva, ancorché

  

l'Imperadore allora non trionfasse. Il che vien molto ben provato dal P. Enrico Noris Lume

  

maggiore di questi studi, nella sua Prima Dissertatione: De Duobus Nummis Diocletiani,

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et Licinii.

  

22. La Quadriga del Sole radiato pare, che rappresenti l'Oriente, ove Caracalla drizzò le

  

sue armi. In altra simile quadriga vedesi l'Imperadore armato.

  

27. Il Leone col fulmine nella bocca si riduce probabilmente all'historia, quando Caracalla guer-

  

reggiando contro Parti, discese improvvisamente da' monti un Leone, e combattè in suo favore,

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aiutandolo alla Vittoria, come scrive Dione. Alimentava Caracalla più Leoni, havendone sem-

  

pre alcuni in sua compagnia, de' quali il più famigliare, con nome Persiano, veniva da lui chia-

  

mato Acinace, cioè Spada; onde pare che con questo Leone fulminante volessero denotare la forza,

  

e l'impeto suo inevitabile nell'atterrrare i Nimici, quasi da Giove fosse stato mandato. Ma volen-

  

dosi riportare la presente figura al senso mistico: è assai noto, che il Sole sotto la figura del Leone

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veniva adorato in Egitto particolarmente da gli Eliopolitani, e Lentopolitani, li quali da esso

  

presero il nome, e stamparono il leone radiato nelle loro Medaglie; e sotto la figura del medesi-

  

mo Animale fu inteso ancora il Sole da Persiani. Il fulmine, che porta in bocca gli conviene in

  

qualità di Giove, essendo questo Dio riputato il medesimo col Sole, come l'Imperadore Giuliano

  

nell'Oratione IV e Macrobio si studia di provare con l'autorità di Platone, e di Omero, volendo, che

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il Giove de gli Assirii Adad, sia l'istesso col Sole da essi venerato. Sopra il mistico senso di Giove,

  

e del Sole si diffonde l'istesso Macrobio nel libro primo de'Saturnali, et il Tristano nell'esplica-

  

tione del medesimo rovescio.

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