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il corpus belloriano
L'Historia Augusta da Giulio Cesare a Costantino il Magno, illustrata con le verità dell'antiche medaglie da Francesco Angeloni
  

Pompeo Magno

  

Citazione: Angeloni, Francescoet altri congiurati di uccider cotal huomo; come seguì, correndo egli l'età di cinquantasei

  

anni; peroché entro il Senato istesso, et appresso la statua di Pompeo, colpendolo con più

  

ferite, spruzzarono quella del suo sangue, e lui estinsero. E benché prima del morir suo

  

fossero stampate di molte medaglie, con l'effigie di esso, e con l'imprese fatte, e ve ne sieno

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5. d'argento, e d'oro, e ch'io n'habbia delle tali; si vede nondimeno quella di metallo (do-

  

vendosi di queste, più, che dell'altre trattare nella presente opera) con la testa di Cesare

  

cinta di corona d'alloro; perché essendo egli calvo sopra la fronte, per coprir simil difetto,

  

la usava del continuo, e gl'Imperadori dopo lui, con tal esempio, la portarono dell'istesse

  

frondi, o perché erano credute assai giovevoli alla sanità; onde il Popolo Romano ne dava

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a Calende di Gennaio a'nuovi Magistrati; quasi gli havessero da serbare sani tutto l'anno: o

  

perché col sempre verde eran simbolo di perpetuità di vita: o perché si tenne tale arbore non

  

mai tocco da saetta; e l'usavano, cingendosene le tempie, e facendosene de'sufummigi, co'qua-

  

li tenevano di restare purgati dalle uccisioni fatte delli nimici: oltre che il lauro era notabi-

  

le segno di allegrezza, e di vittoria appresso gli stessi Romani: ha tal medaglia nel dintorno

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6. Citazione: Iscrizioni monete latino DIVOS IULIUS Citazione: Angeloni, Francesco, e nel rovescio la testa di un giovinetto con lettere: Citazione: Iscrizioni monete latino CAESAR DIVI F. Citazione: Angeloni, Francesco Questa si ha

  

per l'effigie di Cesarione, che Cesare conseguì di Cleopatra: ma per lo più si afferma essere

  

di Ottavio figliuolo d'una sorella di lui, che si adottò; e che tal medaglia, dopo morto Ce-

  

sare, fosse da Ottavio medesimo, per gratitudine, fatta stampare.

  

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1. La prima medaglia con due volti coronati di spiche di grano, non conviene a Pompeo Ma-

  

gno, allhora che eletto Capitano dell'armata, in quella grave carestia, providde Roma di grani

  

dalla Sicilia, dalla Sardegna, e dall'Africa, come scrivono Plutarco, e Dione. Né meno fu

  

decretata dal Senato in Roma in vita di esso Pompeo Magno; ma dopo la sua morte, fu stam-

  

pata da Sesto suo figliuolo nella Sicilia, quando egli teneva con l'armata l'imperio di quell'Iso-

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la. Ciò approva il titolo, e cognome di Pio, Citazione: Iscrizioni monete latino PIUS che si legge nel rovescio sopra la prora, o rostro

  

2. di Nave, il qual titolo non fu dato al Padre, ma fu proprio di Sesto, e di Gneo suoi figliuo-

  

li, narrando Appiano Alessandrino, che combattuti da Giulio Cesare nella Spagna, presero per

  

loro tessera la Dea Pietà, havendo Cesare quella di Venere vincitrice: Citazione: Appiano Suos , parla di Cesare,

  

Citazione: Appianoin aciem duxit ante Cordubam, tunc quoque data Venere pro tessera: Pompeianis vero

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tessera fuit Pietas. Ne è contrassegno ancora la medaglia d'argento stampata da Sesto in Sicilia

  

con Anfinomo, Anapo fratelli Catanesi, che portando il padre, e la madre, li salvarono

  

dalle fiamme del monte Etna, perciò cognominati Pii. Vogliono però, che Sesto per due ragioni

  

si valesse di questo specioso titolo della Pietà: l'una per l'ufficio pietoso verso la memoria del pa-

  

dre, havendo preso l'armi per vendicar la sua morte, l'altra per la pietà grande usata da esso

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