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Dell'Ingegno eccellenza e grazia di Rafaelle comparato ad Apelle
  

Raffaello e Apelle

  

Dell'Ingegno, eccellenza, e grazia di Rafaelle

  

comparato ad Apelle.

  

Il famoso Apelle, benché de' più rari pregi della Pittura fosse do-

  

tato, contuttociò di un dono suo proprio tanto si compiacque,

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che con esso facevasi superiore a ciascuno. Questo mirabilmente fu

  

la grazia, ch'era in lui, e ch'egli inspirava alle sue figure; si che non

  

solo si fece uguale ad altri Pittori, ma si contentò di cedere ad Anfio-

  

ne nella disposizione, ad Asclepiodoro nelle misure, e proporzioni,

  

e a Protogene in altre eccellenze dell'arte, solo a se stesso, come sua,

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riserbò la grazia inestimabile, e divina. Ora se noi vorremo para-

  

gonare gl'ingegni de' nostri secoli a gli Antichi, trovaremo che Ra-

  

faelle non fu punto dissimile ad Apelle, e che s'inalzò al pari di esso

  

con la grazia, che sopra ogni altro infuse ne' suoi colori, nel modo

  

che per natura egli era graziosissimo nell'aspetto, e ne i costumi, e

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con essa ne' suoi dipinti ritraea se stesso, onde il grazioso Rafaelle

  

venne chiamato. E certamente al Pittore non sono bastanti l'inven-

  

zione, il disegno, e'l colore, né altro pregio alcuno più lodato, se a

  

lui manca la grazia, per cui ad Apelle, e a Rafaelle cessero gli emuli

  

loro le primi lodi: collaudatis omnibus, diceva l'istesso Apelle, deesse

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iis unam illam Venerem, dicebat, quam Graeci Charita vocant, caete-

  

ra omnia contigisse, sed haec sola sibi neminem parem. Ma se Apelle

  

incontrò al suo tempo chi gli andò da pari, e l'avanzò ancora in al-

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