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il corpus belloriano
L'Idea del pittore, dello scultore e dell'architetto
  

Idea

  

antichi sapienti rincontrar vogliamo ancora gli ottimi instituti de'

  

nostri moderni, insegna Leon Battista Alberti, che si ami in tutte

  

le cose non solo la simiglianza, ma principalmente la bellezza, e

  

che si debba andar scegliendo da corpi bellissimi le più lodate par-

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ti. Così Leonardo da Vinci instruisce il pittore a formarsi questa

  

idea ed a considerare ciò che esso vede e parlar seco, eleggendo le

  

parti più eccellenti di qualunque cosa. Rafaelle da Urbino il gran

  

maestro di coloro che sanno, così scrive al Castiglione della sua

  

Galatea: Citazione: Raffaello Sanzio"Per dipingere una bella mi bisognerebbe vedere più

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belle, ma per essere carestia di belle donne, io mi servo di una

  

certa idea che mi viene in mente". Guido Reni, che nella venustà

  

ad ogni altro artefice del nostro secolo prevalse, inviando a Roma

  

il quadro di San Michele Arcangelo per la Chiesa de' Cappucci-

  

ni, scrisse ancora a monsignor Massani maestro di casa di Ur-

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bano VIII: Citazione: Reni, Guido"Vorrei aver avuto pennello angelico, o forme di

  

Paradiso, per formare l'Arcangelo e vederlo in cielo, ma io non ho

  

potuto salir tant'alto, ed in vano l'ho cercate in terra. Sì che ho

  

riguardato in quella forma che nell'idea mi sono stabilita. Si trova

  

anche l'idea della bruttezza, ma questa lascio di spiegare nel De-

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monio, perché lo fuggo sin col pensiero, né mi curo di tenerlo a

  

mente" . Vantavasi però Guido dipingere la bellezza non quale

  

gli si offeriva a gli occhi, ma simile a quella che vedeva nell'idea,

  

onde la sua bella Elena rapita al pari dell'antica di Zeusi fu cele-

  

brata. Ma non fu così bella costei qual da loro si finse, poiché si

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trovarono in essa difetti e riprensioni; anzi si tiene ch'ella mai

  

navigasse a Troia, ma che in suo luogo vi fosse portata la sua sta-

  

tua, per la cui bellezza si guerreggiò dieci anni. Stimasi però che

  

Omero ne' suoi poemi adorasse una donna che non era divina, per

  

gratificare i Greci e per rendere più celebre il soggetto suo della

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guerra troiana; nel modo ch'egli inalzò Achille ed Ulisse nella for-

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