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il corpus belloriano
L'Idea del pittore, dello scultore e dell'architetto
  

Idea

  

Nelli quali versi l'Ariosto imitò Ovidio, descrivendo la medesima

  

Andromeda:

  

Citazione: Ovidio Nasone, PublioQuam simul ad duras religatam brachia cautes

  

Vidit Abantiades, nisi quod levis aura capillos

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Moverat, et tepido manabant lumina fletu,

  

Marmoreum ratus esset opus.

  

Il Marino celebrando la Madalena dipinta da Tiziano, applaude

  

con le medesime lodi alla pittura, e porta l'idea dell'artefice sopra

  

le cose naturali:

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Citazione: Marino, Giovan BattistaMa ceda la Natura, e ceda il vero

  

A quel che dotto artefice ne finse,

  

Che qual l'avea ne l'alma, e nel pensiero,

  

Tal bella, e viva ancor qui la dipinse.

  

Dal che apparisce non essere giustamente ripreso Aristotele nella

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Tragedia dal Castelvetro, volendo questi che la virtù della pittura

  

non consista altrimente in far l'immagine bella e perfetta, ma si-

  

mile al naturale, o bello, o deforme; quasi l'eccesso della bellezza

  

tolga la similitudine. La qual ragione del Castelvetro si ristringe

  

alli pittori icastici e facitori de' ritratti, li quali non serbano idea

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alcuna e sono soggetti alla bruttezza del volto e del corpo, non

  

potendo essi aggiungere bellezza, né correggere le deformità na-

  

turali, senza torre la similitudine, altrimente il ritratto sarebbe più

  

bello e meno simile. Di questa imitazione icastica non intende il

  

filosofo, ma insegna al tragico li costumi de' migliori, con l'esem-

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pio de' buoni pittori e facitori d'immagini perfette, li quali usano

  

l'idea: e sono queste le parole: Citazione: Aristotele, in latino e in volgare"Essendo la tragedia imitazione

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