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il corpus belloriano
L'Idea del pittore, dello scultore e dell'architetto
  

Idea

  

Citazione: Aristotele, in latino e in volgarede' migliori, bisogna che noi imitiamo li buoni pittori; perché

  

quelli esprimendo la propria forma con farli simili, più belli li fin-

  

gono. Citazione: Aristotele Apodidontes ten oikeian morfen, omoious poiountes, kallious

  

graphousin". Il far però gli uomini più belli di quello che sono com-

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munemente ed eleggere il perfetto conviene all'idea. Ma non una

  

di questa bellezza è l'idea; varie sono le sue forme e forti e ma-

  

gnanime e gioconde e delicate di ogni età e d'ogni sesso. Non però

  

noi con Paride nel monte Ida delizioso lodiamo solo Venere molle,

  

o ne' giardini di Nisa celebriamo il tenero Bacco; ma su ne' gioghi

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faticosi di Menalo e di Delo ammiriamo Apolline faretrato e l'ar-

  

ciera Diana. Altra certamente fu la bellezza di Giove in Olimpia

  

e di Giunone in Samo, altra di Ercole in Lindo e di Cupidine in

  

Tespia: così a diversi convengonsi diverse forme, per non essere

  

altro la bellezza, se non quella che fa le cose come sono nella loro

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propria e perfetta natura; la quale gli ottimi pittori si eleggono

  

contemplando la forma di ciascuno. Dobbiamo di più considerare

  

che essendo la pittura rappresentazione d'umana azzione, deve in-

  

sieme il pittore ritenere nella mente gli essempi de gli affetti, che

  

cadono sotto esse azzioni, nel modo che 'l poeta conserva l'idea

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dell'iracondo, del timido, del mesto, del lieto, e così del riso e del

  

pianto, del timore e dell'ardire. Li quali moti deono molto più

  

restare impressi nell'animo dell'artefice con la continua contempla-

  

zione della natura, essendo impossibile ch'egli li ritragga con la

  

mano dal naturale, se prima non li averà formati nella fantasia; ed

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a questo è necessaria grandissima attenzione; poiché mai si veg-

  

gono li moti dell'anima, se non per transito e per alcuni subiti

  

momenti. Siché intraprendendo il pittore e lo scultore ad imitare

  

le operazioni dell'animo, che derivano dalle passioni, non può ve-

  

derle dal modello che si pone avanti, non ritenendo esso alcun af-

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fetto; che anzi languisce con lo spirito e con le membra nell'atto

  

in cui si volge, e si ferma ad arbitrio altrui. È però necessario for-

  

marsene un'imagine su la natura, osservando le commozioni uma-

  

ne, ed accompagnando li moti del corpo, con li moti dell'animo;

  

in modo che gli uni da gli altri dipendino vicendevolmente. In

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tanto per non lasciare l'architettura, servesi anch'ella della sua

  

perfettissima idea: dice Filone che Dio, come buono architetto,

  

riguardando all'idea ed all'esempio propostosi, fabbricò il mondo

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